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I LIQUORI DA INFUSIONE

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E’ usanza delle zone di montagna preparare in casa ottimi infusi liquorosi utilizzando le erbe, le radici e i frutti che la natura offre. Tali rosoli oltre ad essere gradevoli, sono ottimi digestivi. Da questa tradizione, nascono i nostri liquori che seguono le ricette casalinghe e utilizzano materie prime naturali e spesso spontanee.

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PRODUCIAMO:

  • GENZIANA cl. 50 ad €10,00
  • RATAFIA cl. 50 ad €13,00
  • NOCINO cl.50 ad €14,00
GENZIANA

La genziana è un’erba perenne; presenta un grosso rizoma ramoso, è alta sino a 1,8 m. Le foglie sono grandi, con picciolo grosso e corto, al suo interno sono presenti nervature molto marcate. I fiori gialli, sono raccolti in piccoli fascetti. Il rizoma e le radici sono di colore grigio brunastro all’esterno, giallastro all’interno. La radice presenta un diametro variabile tra 0,3 e 4 cm ed è raggrinzita longitudinalmente. Vive in prati ed alpeggi poco umidi, su terreni calcarei. È diffusa fino ai 2200 m s.l.m. nelle zone montuose del sud dell’Europa. Gli estratti di genziana mostrano attività toniche, febbrifughe, vermifughe e stimolanti dell’apparato digestivo per l’aumento della secrezione dei succhi gastrici. La genziana è inoltre utilizzata per stimolare l’appetito ed esternamente per la cura delle ferite. Nei prodotti medicinali, la genziana, è impiegata come tonico e come sostanza attiva nei farmaci per la disassuefazione dal fumo. Nella genziana non è presente il tannino e l’amido, ciò comporta un’azione amaro-tonica senza effetti astringenti ed irritanti per la mucosa dello stomaco; da qui la definizione di “amaro puro”. Il nostro liquore di genziana è prodotto mettendo in infusione la radice in un ottimo vino pecorino prodotto ad Offida. Dopo la macerazione è aggiunto alcool e zucchero senza ulteriori aromi.

RATAFIA

La Ratafià o rattafia è un liquore a base di visciole solitamente da servire a fine pasto per accompagnare il dolce. La preparazione e l’uso della Ratafia rientrano nella secolare tradizione contadina tramandata di generazione in generazione. Come riferisce Alessio de Berardinis in “Ricordi sulla maniera di manifatturare vini e liquori” (Teramo 1868) “il nome… gli fu dato da quell’uso che anticamente avevano gli ambasciatori delle potenze belligeranti quando trattavano della pace ad una lieta mensa, di bere questo liquore e di pronunciare quelle semplici parole latine Pax rata fiat!” A parte queste ipotesi, forse pittoresche e fantasiose, il liquore era usato, più prosaicamente, per sancire gli accordi commerciali o la stipula di atti notarili e legali al termine delle trattative. Da noi, la ratafià è un liquore a base di amarene e di vino rosso. Dopo aver filtrato l’infuso si aggiunge lo zucchero e l’alcool per aumentarne la gradazione.

NOCINO

Il nocino, è un liquore presente in diversi paesi d’Europa ottenuto dal mallo della noce a mezzo di infusione. Le origini del liquore sono incerte. Si sa che esistono versioni di liquore di noci in molti paesi europei, dall’Italia, agli Urali, all’Inghilterra. Probabilmente dalla Francia fece il suo ingresso in Italia, diffondendosi prima nella zona del Sassello e poi nel Modenese. Il nocino mantenne sempre un alone di leggenda, che si ritrova anche nella preparazione del liquore. Tradizionalmente, infatti, le noci venivano raccolte nella notte di San Giovanni dalla donna più esperta nella preparazione che, salita sull’albero a piedi scalzi, staccava solo le noci migliori a mano e senza intaccarne la buccia. Per produrre il nocino si utilizzano noci acerbe ancora nel mallo, raccolte dalla pianta all’inizio dell’estate, quando sono ancora tenere a sufficienza da poter essere passate da parte a parte con uno spillo. Le noci vanno lavate sotto l’acqua corrente e tagliate in quattro spicchi. Vanno messe in un fusto in infusione nel vino rosso. Dopo la macerazione va aggiunto alcool e zucchero e aromatizzato con chiodi di garofano e cannella. Il Nocino è ricco di acido gallico: la tradizione erboristica lo consiglia come digestivo, tonico e contro i disturbi del fegato.

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